I Bisogni Educativi Speciali (BES) e i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) indicano situazioni in cui bambini e ragazzi necessitano di un’attenzione educativa e psicologica particolare per poter esprimere al meglio le proprie potenzialità.
I DSA sono condizioni di origine neurobiologica che riguardano specifiche abilità di apprendimento, come:
- dislessia (lettura),
- disortografia e disgrafia (scrittura),
- discalculia (calcolo).
Queste difficoltà non sono legate all’intelligenza né alla mancanza di impegno, ma a un diverso funzionamento dei processi di apprendimento.
I BES rappresentano una categoria più ampia, che include non solo i DSA, ma anche difficoltà emotive, comportamentali, relazionali o situazioni di fragilità temporanea (ad esempio ansia scolastica, difficoltà di adattamento, situazioni familiari complesse). In tutti questi casi, il bambino o l’adolescente può incontrare ostacoli nel percorso scolastico e nel benessere personale.
Un approccio cognitivo costruttivista
In una prospettiva cognitivo costruttivista, l’attenzione non è rivolta unicamente alla difficoltà in sé, ma al modo in cui il bambino o il ragazzo costruisce il significato della propria esperienza scolastica e di sé come studente.
Le difficoltà di apprendimento possono influenzare profondamente:
- l’autostima,
- il senso di efficacia personale,
- la motivazione,
- il rapporto con gli adulti e con i pari.
Il lavoro psicologico aiuta a esplorare e riorganizzare le narrazioni personali legate al “sentirsi capace”, “sentirsi inadeguato” o “sentirsi diverso”, favorendo una visione di sé più flessibile e integrata.
Dimensione emotiva e teoria dell’attaccamento
Le esperienze scolastiche ripetutamente frustranti possono attivare emozioni intense come ansia, rabbia, vergogna o ritiro. La teoria dell’attaccamento offre una chiave di lettura importante per comprendere come il sostegno emotivo degli adulti di riferimento – genitori, insegnanti e professionisti – contribuisca allo sviluppo di un senso di sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.
Un contesto relazionale che riconosce la difficoltà senza che queste definiscano l’identità è fondamentale per favorire il benessere e l’apprendimento.
Il ruolo integrato di tutor e psicologo
Il lavoro con BES e DSA risulta particolarmente efficace quando vi è una integrazione tra il supporto del tutor e l’intervento dello psicologo.
- Il tutor si occupa degli aspetti più direttamente legati allo studio: organizzazione del lavoro scolastico, metodo di studio, utilizzo di strumenti compensativi, gestione dei compiti e delle richieste scolastiche.
- Lo psicologo lavora sulla dimensione emotiva, motivazionale e identitaria: ansia da prestazione, demotivazione, vissuti di fallimento, difficoltà relazionali e costruzione dell’autostima.
L’integrazione tra queste due figure permette di:
- sostenere il ragazzo in modo globale, non solo sul piano del rendimento
- evitare che la difficoltà scolastica diventi una definizione di sé
- favorire un apprendimento più sereno e un maggiore benessere psicologico
Qualora la figura dello psicologo e del tutor coincidano, l’attenzione è posta maggiormente sulle strategie metacognitive e di regolazione emotiva nel rapporto con lo studio.
A chi è rivolto il percorso
Il supporto psicologico per BES e DSA è rivolto a:
- bambini e adolescenti che vivono disagio emotivo legato alla scuola
- ragazzi con diagnosi di DSA che mostrano ansia, ritiro o calo motivazionale
- genitori che desiderano comprendere e sostenere meglio i vissuti dei figli
Obiettivi dell’intervento
Gli obiettivi principali sono:
- promuovere il benessere emotivo
- rafforzare l’autostima e il senso di competenza
- favorire un rapporto più positivo con la scuola e l’apprendimento
- accompagnare la famiglia nella costruzione di modalità di supporto efficaci
L’intervento psicologico non sostituisce quello didattico o riabilitativo, ma lo integra, mettendo al centro la persona e la sua esperienza soggettiva.
Per la formazione specifica e l’aggiornamento continuo in questo ambito si rimanda alla sezione dedicata.
